Inps, a settembre conguagli fiscali per 4,5 milioni pensionati, trattenute per 500mila
Su pensione settembre anche trattenute per chi non ha comunicato redditi 2022
L'Inps ricorda che a settembre sono previste trattenute sulle pensioni dei pensionati con prestazioni collegate al reddito che non hanno comunicato i redditi riferiti al 2022. Nel mese sono previsti anche i conguagli fiscali per quei pensionati che hanno indicato l'Inps come sostituto d'imposta. Le operazioni potranno determinare sia l'accredito dei rimborsi spettanti sia l'applicazione delle trattenute relative agli eventuali debiti d'imposta. Lo fa sapere l'Istituto. Le pensioni del mese saranno accreditate martedì 1° settembre 2026, primo giorno bancabile, secondo il calendario ordinario dei pagamenti. Le attività di assistenza fiscale sono iniziate con il rateo di agosto, sul quale sono stati riconosciuti conguagli Irpef a credito a circa 4 milioni e 500mila pensionati. Per circa 500 mila pensionati sono state invece effettuate trattenute per recuperare l'Irpef versata in misura inferiore al dovuto. Le operazioni proseguiranno sulla mensilità in pagamento sulla base dei modelli trasmessi dall'Agenzia delle Entrate. I pensionati che risultano a credito e non hanno ancora ricevuto il rimborso potranno trovarne l'accredito nel nuovo cedolino. In presenza di un debito d'imposta, saranno applicate le relative trattenute. Se il contribuente ha richiesto la rateizzazione del debito, le trattenute dovranno comunque concludersi entro novembre. Per le dichiarazioni trasmesse all'Inps dopo il mese di giugno potrebbe quindi non essere possibile rispettare il numero di rate inizialmente scelto. Nel cedolino sarà applicata una trattenuta ai pensionati che non hanno comunicato all'Inps i redditi relativi al 2022, pur percependo prestazioni il cui diritto o importo dipende dalla situazione reddituale. L'intervento riguarda i pensionati non tenuti a presentare la dichiarazione fiscale all'Agenzia delle Entrate e prevede una trattenuta pari al 5% dell'importo della pensione corrisposto a luglio 2026. I cittadini interessati, già informati con una specifica comunicazione, dovranno trasmettere i dati mancanti entro il 15 settembre 2026 presentando una domanda di ricostituzione reddituale. Qualora le informazioni non siano comunicate entro il termine, spiega l'Inps, "le prestazioni collegate al reddito riferite al 2022 saranno revocate in via definitiva. Per le pensioni ai superstiti sarà invece applicata la riduzione massima prevista dalla legge. L'Inps procederà, in entrambi i casi, al calcolo e al recupero delle somme eventualmente corrisposte e non dovute". Sono escluse da questa operazione le prestazioni assistenziali di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali. Proseguiranno, infine, le trattenute avviate ad agosto sulle pensioni della Gestione privata integrata per il recupero della quattordicesima e dell'importo aggiuntivo di 154,94 euro, riconosciuti in via provvisoria e risultati non spettanti a seguito della verifica dei redditi del 2021. Il recupero della quattordicesima è ripartito in 24 rate mensili, mentre quello dell'importo aggiuntivo avviene in 12 rate.
E.Wagner--BP