Costa Rica, la presidente Fernández nega la 'bukelizzazione' del Paese
Avanti con la mano dura, replicato solo il modello carcerario salvadoregno
La presidente del Costa Rica, Laura Fernández, ha escluso che il suo governo stia portando avanti una "bukelizzazione" del Paese, pur difendendo la linea della mano dura contro la criminalità organizzata ereditata dall'amministrazione di Rodrigo Chaves. In un'intervista al quotidiano spagnolo El País, in occasione dei suoi primi 100 giorni di mandato, Fernández ha precisato: "Non c'è qui nessuna bukelizzazione. Ciò che abbiamo replicato è il modello di carcere di massimo contenimento del presidente salvadoregno Nayib Bukele, perché le persone private della libertà dal carcere continuavano a guidare i loro affari, compiendo truffe, ordinando omicidi su commissione". La leader costaricana ha confermato la collaborazione antidroga con gli Stati Uniti e ha respinto come priorità la legalizzazione della marijuana. Riguardo alle tensioni con il Potere Giudiziario, ha criticato l'impunità e la lentezza del sistema, definendo un "buon suggerimento" la possibilità di sottoporre i giudici al voto popolare, seppur negando di voler chiudere l'istituzione. Fernández ha infine smentito le speculazioni su una presunta diarchia con l'ex presidente Chaves, attuale ministro: "La presidente della Repubblica sono io. Ho vinto le elezioni con un'amplissima maggioranza. Qui non c'è alcun governo bicefalo". Tuttavia, si è detta disposta a valutare una riforma costituzionale per consentire a Chaves di ricandidarsi nel 2030.
Y.Bauer--BP