Badische Presse - Tunisia, per sindacato giornalisti 'stampa in stato d'emergenza'

Tunisia, per sindacato giornalisti 'stampa in stato d'emergenza'
Tunisia, per sindacato giornalisti 'stampa in stato d'emergenza'

Tunisia, per sindacato giornalisti 'stampa in stato d'emergenza'

Dabbar, il caso Yousfi non è isolato, a rischio il diritto all'informazione

Dimensione del testo:

La stampa tunisina è "in stato d'emergenza" e l'ultimo episodio del fermo del giornalista Mohamed Yousfi non rappresenta un caso isolato, ma riflette una situazione più generale di pressione sull'intera professione. È l'allarme lanciato dal presidente del Sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (Snjt), Zied Dabbar, durante una conferenza stampa organizzata a Tunisi sul caso del direttore del sito investigativo Al Qatiba, di cui ha dato conto la radio locale Diwan Fm. Secondo Dabbar, i giornalisti tunisini sono ormai costretti a lavorare "in modalità di lotta e resistenza", sottoposti a pressioni giudiziarie, professionali ed economiche. Il presidente del Snjt ha sostenuto che ogni operatore dell'informazione rischia di diventare un "potenziale detenuto" e che i professionisti del settore si trovano davanti a tre possibilità: rinunciare a esprimersi liberamente, criticare il potere rischiando il carcere oppure lasciare il Paese. Dabbar ha respinto l'idea di una stampa ridotta alle relazioni pubbliche o alla propaganda, incaricata di sostenere che "tutto è sotto controllo" e che "tutto va bene". Il compito del giornalista, ha ricordato, è invece quello di occuparsi delle preoccupazioni dei cittadini, porre domande e indagare sui temi di interesse pubblico, anche quando risultano scomodi. Il rischio, ha avvertito, è che i cittadini non trovino più fonti attendibili e restino esposti soltanto a pagine di propaganda e contenuti non verificati. Nonostante le pressioni, ha assicurato, la stampa tunisina continuerà a difendere la propria indipendenza. Nel corso della conferenza stampa, l'avvocata Hela Ben Salem, componente del collegio di difesa di Yousfi, ha affermato che il fascicolo sarebbe basato principalmente su "supposizioni e deduzioni", anche a partire da contenuti pubblicati sui social. Secondo la legale, non vi sarebbero elementi materiali relativi a flussi finanziari anomali, proprietà immobiliari sospette o altri documenti capaci di sostenere le accuse. La difesa ha quindi chiesto la liberazione del giornalista, richiamando il rispetto della presunzione di innocenza. Yousfi era stato fermato il 4 settembre davanti alla sede della radio Express FM, dove avrebbe dovuto partecipare a una trasmissione dedicata alla politica idrica tunisina. Trasferito alla brigata centrale della Guardia nazionale competente per i reati finanziari complessi, è indagato per sospetto arricchimento illecito e riciclaggio di denaro. Il fermo è stato successivamente prorogato di 48 ore. (ANSA)

X.Maier--BP