Badische Presse - Gli avversari di L'estranea agli Oscar, da La Bola Negra a Woman Unknown

Gli avversari di L'estranea agli Oscar, da La Bola Negra a Woman Unknown
Gli avversari di L'estranea agli Oscar, da La Bola Negra a Woman Unknown

Gli avversari di L'estranea agli Oscar, da La Bola Negra a Woman Unknown

In gara per il film internazionale anche Fjord, Possible love, Minotaur, Fatherland

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(di Francesca Pierleoni) E' un campionato di maestri, quello nel quale entra Paolo Strippoli con L'estranea, designato dall'Italia (che non arriva alla cinquina finale dal 2023 con Io capitano di Matteo Garrone e non vince dal 2013 con la Grande Bellezza di Paolo Sorrentino) per la corsa all'Oscar come miglior film internazionale. In attesa di conoscere anche le scelte dell'ultimo minuto (le iscrizioni si chiudono il primo ottobre) la lista di titoli in gara per i vari Paesi è già impressionante considerando pure che il nuovo regolamento dell'Academy consente a qualsiasi film vincitore del premio principale in uno dei sei festival più importanti (Cannes, Berlino, Venezia, Sundance, Busan e Toronto) di partecipare alla corsa anche senza il sostegno di una commissione nazionale. Proprio dai grandi festival arrivano gli avversari più temibili: quello di cui si parla di più nelle ultime settimane, è il candidato spagnolo, La bola negra dei Los Javis (Javier Calvo e Javier Ambrossi), vincitore a Cannes (ex aequo con Paweł Pawlikowski per Fatherland), del premio per la migliore regia, a Toronto del People's Choice Award e a San Sebastian del premio del pubblico. Il film, con Guitarricadelafuente, Miguel Bernardeau, Antonio de la Torre e Penelope Cruz punta a conquistare nomination anche nelle categorie principali degli Oscar, come miglior film e regia. Si traccia la storia di tre uomini omosessuali, le cui vite sono intimamente intrecciate pur vivendo in tre periodi diversi: il 1932, il 1937 e il 2017. La Danimarca ha appena nominato Woman Unknown della regista May el-Toukhy, vincitore a Venezia il Leone d'oro e la Coppa Volpi per la migliore attrice (la straordinaria Mathilde Arcel). E' la storia, potente e implacabile di una bambinaia nella Danimarca alla fine della seconda guerra mondiale, costretta a nascondere, con ogni mezzo, un segreto che potrebbe distruggerle la vita. La Romania invece ha designato la Palma d'oro a Cannes, Fjord di Cristian Mungiu, con Renate Reinsve e Sebastian Stan, su una coppia che finisce sotto accusa per il modo in cui cresce i propri figli. La Polonia correrà con Fatherland di Pawlikowski (già premio Oscar con Ida) racconto ambientato nel 1949, di un viaggio in Germania compiuto da Thomas Mann (Hanns Zischler) e la figlia Erika, interpretata da Sandra Huller, protagonista anche del candidato austriaco, Rose di Markus Schleinzer, per cui l'attrice ha vinto a Berlino l'Orso come migliore attrice. La Francia ha scelto il vincitore sulla Croisette del Grand Prix Speciale della Giuria, Minotaur del dissidente russo Andrey Zvyagintsev, thriller che rilegge il cult Stephane, una moglie infedele di Chabrol, ambientandolo nella Russia del 2022 all'inizio del conflitto con l'Ucraina. Il candidato per il Giappone è All of a Sudden di Hamaguchi Ryusuke, che a Cannes ha portato ex aequo la vittoria come migliori attrici a Virginie Efira e Tao Okamoto. Nel film sono rispettivamente la direttrice di una casa di riposo per anziani impegnata a introdurre una filosofia assistenziale innovativa e una regista teatrale giapponese. il loro trovarsi, cambia la vita di entrambe. In gara per il Belgio Coward di Lukas Dhont, a cui è andato sulla Croisette il premio per i miglior attori, Emmanuel Macchia e Valentin Campagne. Un racconto ambientato durante la prima Guerra Mondiale sulla relazione fra due soldati, l'inquieto Pierre e Francis, incaricato di sollevare il morale delle truppe. La Bulgaria sarà rappresentata da The dreamed Adventure di Valeska Grisebach, Premio della giuria a Cannes. E' la storia di Veska (Jana Radeva), un'archeologa in una città dimenticata a confronto con un mondo criminale. Everytime di Sandrà Wollner, dramma psicologico su un una madre, sua figlia e l'adolescente accusato di aver causato loro un terribile lutto, vincitore della sezione Un certain Regard, sarà il candidato della Germania. Tornando invece ai premiati al lido, correrà per la Corea del Sud Possible Love di Lee Chang-dong, Leone d'argento Gran Premio della giuria: il film esplora due coppie sposate, di classi diverse, che tracciano legami rivelatori su dolori, sogni e desideri fino ad allora taciuti. Tra gli altri, c'è la scelta dell'Iraq che ha candidato No paradise if you are killed by a woman di Halkawt Mustafa, a Venezia fuori concorso, storia di una cecchina curda (Avan Jamal) in cerca della sorella minore, che potrebbe essere caduta nelle mani dell'Isis. Il primo verdetto arriverà il 15 dicembre, data di annuncio della shortlist dei 15 titoli selezionati per continuare la gara, mentre il 21 gennaio verranno annunciate le nomination.

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Y.Bauer--BP